La camorra è, soprattutto, la cultura dell'arroganza!

Calendario anticamorra 2012 - Il perché dell’iniziativa

La cultura camorristica è diventata, in alcuni ambienti e fasce sociali disagiate, quasi un cult. Recenti sondaggi, elaborati da associazioni e scuole, hanno evidenziato, in modo preoccupante , la disponibilità ad accettare e condividere, da parte di giovanissimi, la cultura camorrista come un ideale stile di vita. Il guadagno facile, il potere, il gusto della violenza gratuita e l’apparire a tutti i costi, sono tentazioni troppo forti per quei giovani che risiedono nella periferia degradata o nei quartieri popolari di Napoli, in famiglie che sopravvivono di lavoro nero e mal pagato o praticano l’arte di arrangiarsi. La mancanza di strutture sportive e di socializzazione, in queste  aree urbane soffocate dal degrado, contribuisce in maniera determinante a creare tale disponibilità culturale.

Non abbiamo niente? allora ci prendiamo tutto e subito!

Ma noi abbiamo il dovere, da adulti consapevoli, di far capire a questi giovani che la Camorra è soprattutto morte, violenza e dolore. Che questa scelta distruggerà anche i loro affetti più cari, che il loro breve benessere economico sarà riscattabile solo da lunghissimi anni di carcere, da menomazioni, da lunghe latitanze o da una pallottola. Devono sapere che passeranno gran parte della propria vita a guardarsi le spalle, a nascondersi, a vivere d’insonnia. Devono capire che la vita e la libertà valgono più di tutto questo. Noi vogliamo che "vedano in faccia" la vera faccia della Camorra!

Le Istituzioni (soprattutto le forze politiche), per contrastare  questa cultura di morte, devono darsi da fare, non con i soliti bla bla bla e le fiaccolate di circostanza,ma impegnandosi in un concreto antagonismo culturale "fatto di fatti" . Perché per sconfiggere la Camorra servono i fatti! Servono risorse umane competenti ed oneste,servono risorse economiche, serve il lavoro e la solidarietà sociale.

E' necessario bonificare gli uffici della pubblica amministrazione dalla presenza di faccendieri, dalla corruzione di nicchia e dal malaffare generalizzato, si devono rendere  trasparenti e visionabili  la elargizione dei sussidi, le spese di manutenzione urbana e sociale e i costi di tutti gli eventi. Bisogna darsi da fare per stanare i finti poveri, i finti invalidi e gli evasori, ed utilizzare le risorse recuperate al finanziamento di progetti finalizzati alla vivibilità urbana, alla creazione di posti di lavoro, al rispetto del senso civico e alla repressione della illegalità diffusa.

Questo si che sarebbe un grande evento per i napoletani ostaggi della cultura dell’arroganza e della prevaricazione.           

Qui a Napoli la camorra non è solo un’organizzazione criminale ma anche, e purtroppo, una cultura spesso condivisa, nella pratica del quotidiano,  da tanti napoletani. E’ la cultura dell’arroganza e della prevaricazione, imposta in modo tribale, da clan familiari, nei quartieri popolari e in periferia. Sono il perenne caos urbano e il diffuso disagio sociale che alimentano una delinquenza condominiale e di vicolo che costringe migliaia di famiglie a "sopravvivere" un quotidiano fatto di soprusi e invivibilità. Le varie amministrazioni politiche, che si sono susseguite al governo della città, tutte indaffarate a rincorrere i grandi eventi, non hanno mai agito con determinazione per il recupero radicale alla legalità di aree storicamente occupate dal malaffare, come le strade a ridosso di Porta Nolana e di Porta Capuana o del borgo Sant’ Antonio Abate e della Duchesca,  zone dove contrabbando, prostituzione e spaccio, non hanno mai conosciuto crisi imprenditoriale. Il clientelismo politico, la corruzione amministrativa e il nepotismo accademico, praticati per decenni, hanno generato una classe dirigente e subalterna demotivata, incapace e infedele ai valori del bene comune. La Camorra non è solo un problema di polizia, è soprattutto un problema culturale e di mal governo. Fintanto che i cittadini napoletani saranno costretti  ad elemosinare i propri diritti come favori, fintanto che luoghi e beni comuni continueranno ad essere autogestiti " in comodato d'uso" da prepotenti, fintanto che il centro antico, patrimonio Unesco, continuerà ad essere profanato dal mercato del falso e dall’abusivismo edilizio, fintanto che l’entroterra dei Decumani sarà trattato come una riserva indiana dell’inizio 900’ , la Camorra non sarà mai sconfitta.

Per 78 mesi, Dal 1988 a tutto il 1999, il Governo Italiano ha avuto ben 5 Ministri  degli Interni di origine partenopea. Ministri con buona conoscenza, ambientale e sociale, del territorio Campano. - Politici a cui fu affidato il compito di garantire la sicurezza nelle aree urbane italiane per circa 2500 giorni, quasi 7 anni. Eppure Napoli e la sua provincia continuano ad essere ostaggio, nella realtà del quotidiano, del "Governo Ombra " di centinaia di clan criminali a conduzione familiare. Perché in questi territori, nulla cambia?

Vi invitiamo a leggere questa lettera aperta spedita Al sindaco di Napoli, dott. Rosa Russo Iervolino, il 5 febbraio 2009, da una mamma del Comitato S.O.S Napoli vivibilità urbana,  e a cui non è mai stata data risposta. Tanto per prendere atto di come i governi e le loro chiacchiere passano, lasciando alle loro spalle sempre la stessa realtà. Scritta circa 3 anni fa, provate a farvi un giro in questi luoghi oggi e capirete! Cliccate sul pulsante

 Antonio Alfano, presidente associazione culturale No Comment

Scarica, se vuoi, il calendario anticamorra 2012, in alta risoluzione. 13X18 - Oppure 30x40

 

Ai  ragazzi di Napoli e dintorni

 Uagliù Nun vi facite fa fess’, perché kumma vuot’ e kumm’ aggira

 Kestaccà è a vera faccia da Camorra

El verdadero rostro de la criminalidad  “Camorra” napolitana 

Le vrai visage de la criminalité  “Camorra” napolitaine 

The true face of the Neapolitan crime “Camorra” 

Das echte Gesicht der neapolitanischen Kriminalität “Camorra”

 

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