Napoli, emergenza sociale e mercato del falso, che fare?

Una media di 45 quintali di merce contraffatta in vendita, quotidianamente, su circa 3 kmq di marciapiedi (tra piazza Garibaldi, via Duomo,via Toledo e centro antico) , un giro d’affari giornaliero, per il mercato del falso, di circa 20mila euro. 150 gli "addetti" alla vendita, quasi tutti africani e asiatici, che con annesso spazio espositivo abusivo, smerciano di tutto: Borse, portamonete, orologi, occhiali, cinture, custodie per cellulari, cappellini di lana, sciarpe, scarpe sportive, abbigliamento sportivo, biancheria intima. I “ falsari” sono in parte, soprattutto per la pelletteria,  imprenditori locali, che affidano il lavoro a fabbrichette “ abusive”, mimetizzate nei cortili dei quartieri popolari. Negli ultimi anni la merce, anche la pelletteria, è quasi tutta made in china.Questo ha penalizzato la "manodopera a nero" locale, centinaia di napoletani, soprattutto donne, hanno perso, come si dice da queste parti,  “la campata” giornaliera - Il contrasto al fenomeno, praticato delle forze dell’ordine ( polizia urbana, polizia di stato, carabinieri e guardia di finanza ), non sembra attenersi ad un protocollo comune. la città , dalla periferia ai quartieri popolari, dal lungomare alla Napoli bene è, come dimostrano i video sotto allegati, un enorme e disordinato mercato della contraffazione. - Economia illegale gestita dalla criminalità organizzata, finalizzata a procurare liquidità per il mercato delle armi e della droga. Ma anche unica possibilità occupazionale per extracomunitari disperati e disoccupati locali. Che fare?

     

Questi video sono stati girati a distanza di un anno l'uno dall'altro. Qualche differenza? Perché il fenomeno a Napoli è così  “esagerato” ? Invitiamo, chi è interessato, ad intervenire con riflessioni e suggerimenti, scrivendo a ufficiostampa.nocomment@gmail.com

 

    

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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